mercoledì 31 marzo 2010
Ormai si passa più tempo a condividere i pensieri che a pensarli.
Ma volevo fermare questa frase, appuntarmela per non dimenticarmela.
Poi ho letto anche questa notizia: La Socializzazione batte la richiesta di informazioni.
I contatti su facebook hanno superato addirittura quelli su google!
Già avevo iniziato una rubrica mensile sulle parole più ricercate su google e l'avevo abbandonata per pietà ...
Ora sembra che la gente non faccia più nemmeno la fatica di cercare "chi ha vinto S. Remo" o "chi ha vinto amici" o di scaricare la musica gratis ... aspetta che lo faccia qualcun'altro e aggiunge il suo pigro "mi piace"
sabato 20 marzo 2010
Non toccate quel tasto!
Lo scienziato svizzero Conrado Gessner è stato il primo a lanciare l'allarme sugli effetti dell'eccesso d'informazioni. In un libro che ha fatto storia, ha descritto come il mondo moderno abbia sommerso di dati le persone e come quest'abondanza abbia "confuso e danneggiato" le menti. Gessner non ha mai mandato un'email e ignora i computer. Non perchè sia un tecnofobo, ma perchè è morto nel 1565. La sua preoccupazione si riferiva al flusso d'informazioni, apparentemente ingestibile, diffuso dalla stampa a caratteri mobili...
Inizia così un articolo di Vaughan Bell su Internazionale della settimana scorsa. Qui la versione originale su Slate, con il difetto di essere in inglese ma il pregio di avere i link a tutte le fonti citate.
Parla della diffidenza per le nuove tecnologie. Antica come il mondo.
Interessante, divertente e ricco di spunti. Leggetelo.
martedì 4 agosto 2009
Appena prima
Ne scrivo ora perchè mi è successo di nuovo da poco. Non è la prima volta che mi succede, ma mi piace descriverlo da vicino: credo così di poter essere più accurato.
Mi è successo stasera appena prima di chiudere il lucchetto della bicicletta attorno alla cancellata di Villa Mussolini. Per inciso, stavo andando ad ascoltare la presentazione del libro "Il gusto del delitto" ma non c'entra nulla.
Dicevo che mi è successo appena prima di chiudere il lucchetto e questa è la cosa fondamentale: non mi è successo subito dopo. Sono sicuro che il pensiero ha preso forma nella mia mente nel momento esatto in cui avevo fatto passare la catena dietro ad una delle sbarre che formano la cancellata della Villa e poi sotto alla canna della bicicletta. Avevo in una mano il lucchetto e nell'altra il perno che va infilato dentro fino a sentire uno scatto, a quel punto la catena è chiusa. Ci sono modelli in cui serve la chiave anche per chiuderli, o meglio si può togliere la chiave solo dopo averli chiusi. Ci sono anche lucchetti con la combinazione, il mio no.
E in quel preciso momento, appena prima, nella mia mente si è formato il pensiero che mi ricordava che la chiave, insieme alle chiavi di casa, non era più nella mia tasca. Quando esco alla sera, infatti, non sopporto le chiavi nella tasca dei pantaloni e spesso le lascio sul sedile della macchina. Così avevo fatto anche stasera.
Di per se la cosa non ha avuto conseguenze molto gravi, finita la presentazione ho solo dovuto fare una passeggiata extra Villa Mussolini-Casa-Villa Mussolini per recuperare prima le chiavi e quindi la bicicletta.
Però questa cosa dell'"appena prima" io l'ho già vissuta altre volte e mi ha sempre affascinato.
Sarebbe stato molto diverso se uscendo dalla presentazione del libro e non trovando le chiavi per aprire la bicicletta mi fosse venuto in mente di averle lasciate a casa sul sedile della macchina.
Sarebbe stato diverso anche se mi fosse venuto in mente dieci secondi dopo aver chiuso il lucchetto.
Invece mi è venuto in mente appena prima ma non abbastanza prima da riuscire a fermare la mano che spingeva il perno dentro alla serratura.
Come mi è venuto in mente, a volte, appena prima di prendere a destra invece che a sinistra in autostrada, appena prima di chiudere un documento senza aver salvato, appena prima di prendere in mano un coperchio che ho appena tolto da una pentola sul fuoco.
sabato 11 aprile 2009
Asino chi scrive! (3)
Con un po' di ritardo aggiorno la rubrica "Asino chi scrive" con le parole più ricercate e quelle di cui è aumentata maggiormente la ricerca su google in Italia nel mese di marzo:
Search terms Italy, Mar 2009
Top searches
1. facebook
2. youtube
3. you
4. libero
5. you tube
6. meteo
7. giochi
8. yahoo
9. netlog
10. google
Rising searches
1. festa del papà +900%
2. la fattoria +650%
3. x factor 2009 +120%
4. ebay.it +100%
5. borsa italiana +90%
6. u2 +60%
7. ora esatta +60%
8. virgilio.it +50%
9. meteo.it +50%
10. istruzione.it +50%
La top ten non cambia dall'inizio dell'anno tranne per una new entry che mi stupisce sempre più: non riesco a credere che una delle parole che la gente cerca di più su google sia GOOGLE!
Aiuto!!! Mi sono perso!
Sparito San Remo ed anche ogni interesse per i cantanti. Sostituito San Valentino con la Festa del Papà. Subito non ho capito il perchè di "ora esatta" ma forse è legato al cambiamento dell'ora legale.
Mi stuopisce quell'istruzione.it al decimo posto ... forse un nuovo vento di cultura sta attraversado la mia terra?!
Guardando nelle ricerce correlate trovo "cedolino". Non capisco ma, come al solito, basta provare:
Da aprile sarà sospeso l'invio della versione cartacea, consentendo di cogliere ulteriori importanti benefici in termini di risparmi economici sulle spese si spedizione e stampa, benefici che si aggiungono alla rapidità e all'anticipo con cui il cedolino elettronico viene reso disponibile rispetto alla versione cartacea.
Ok tutto a posto ... si trattava di stipendi! Allarme rientrato.
venerdì 6 marzo 2009
Lo stato uccide
Il mese scorso si è fatto un gran parlare del ruolo che dovrebbe o non dovrebbe avere lo stato relativamente a certe scelte dei cittadini che possono determinare la morte, mi riferisco al caso di Eluana.Molti commenti erano del tono di questo, emblematico, del Comitato Verità e Vita:
Oggi il tabaccaio mi ha suggerito una riflessione che non avevo fatto, nè letto, prima."L’eversiva sentenza della magistratura italiana, blindata addirittura dal nulla osta delle Sezioni riunite della Cassazione, prima che una condanna a morte è una ancor più tragica “licenza di uccidere”. Al cittadino Englaro la decisione se fare o no quello che lo Stato gli consente.
Ancora non ha eseguito o fatto eseguire il gesto omicida. E noi fortemente speriamo che ci ripensi.
Ma se sciaguratamente dovesse farlo, questa decisione omicida non sarà nella sostanza diversa dai milioni di decisioni omicide – anche queste consentite e finanziate dallo Stato – prese da padri, madri e medici in materia di aborto; nonché da quelle di genitori e medici che – nelle tecniche di fecondazione artificiale omologhe o eterologhe - obbligano i poveri figli concepiti in provetta ad un “percorso di guerra” che nove volte su dieci li uccide. Di questo, purtroppo, da troppo tempo si tace, favorendo il clima per una sentenza come quella sul caso-Englaro."
Questa decisione non sarà nella sostanza diversa da milioni di decisioni - anche queste consentite, finanziate e pubblicizzate dallo Stato - prese da tutti quelli che fumano (e lo dico da moderato fumatore) ogni volta che comprano un pacchetto di sigarette.
Però in quel caso lo Stato si limita scriverci sopra "il fumo uccide" come se il suo dovere fosse solo quello di avvisare, informare il cittadino. Come se Berlusconi avesse detto a Beppino Englaro "guarda che se interrompono l'alimentazione Eluana morirà".
E nessuno fa tutto quel parlare perchè lo Stato da questa licenza di uccidere (e uccidersi) anche ai minorenni.
Viene il dubbio che in tutte queste discussioni c'entri poco la difesa della Vita e meno ancora la difesa della Verità.
Forse perchè su alcuni morti lo Stato ci guadagna dei soldi e su altri no?
Per curiosità, e per non accusare invano, cerco sul sito del Comitato Verità e Vita la parola "FUMO".
Mi dicono che forse cercavo "BUONO" ...

Forse no...
domenica 1 marzo 2009
Asino chi scrive! (2)
Ricordo che su Google Insights for Search oltre alla classifica delle 10 parole più ricercate c'è anche quella delle 10 parole che hanno avuto il maggior incremento di ricerche rispetto al mese precedente.
Top searches
1. facebook 100
2. youtube 45
3. you 25
4. libero 25
5. you tube 15
6. video 15
7. netlog 15
8. meteo 15
9. giochi 15
10. yahoo 10
Rising searches
1. arisa Breakout
2. eluana englaro +2200%
3. sanremo 2009 +1000%
4. sanremo +750%
5. marco carta +600%
6. san valentino +400%
7. carnevale +250%
8. rihanna +70%
9. x factor +50%
10. rojadirecta +50%
Praticamente invariata la Top10. Unica considerazione è che la gente è così abituata a usare google che preferisce scrivere youtube nel motore di ricerca che nella barra degli indirizzi, o forse perchè molti sono ancora indecisi se scrivere you, you tube o youtube... Fino al paradosso di cercare su google libero o yahoo: come entrare in una concessionaria BMW a chiedere una Mercedes.
Ma veniamo alle rising searches.
Non stupisce il secondo posto per Eluana Englaro la cui vicenda ha momopolizzato giornali e telegiornali.
Ovviamente poi febbraio si porta dietro il carnevale e ben due santi, San Valentino e San Remo.
Ma la mia curiosità si focalizza sul primo e sul decimoposto, due parole che non ho mai sentito.
Vince su tutti arisa, forse parola cercata da tutti quelli, come me, che non essendo stati molto attenti non sanno che non è una cosa ma, appunto, il nome della cantante che ha vinto il festìval.
Al decimo posto trovo rojadirecta. Subito tremo. Penso ad un redtube o redporn spagnolo con livewebcam che "lo sanno tutti meno che io", non può essere.
E invece si tratta di www.rojadirecta.com, un sito con tutta la programmazione del calcio gratis in streaming e di altri eventi sportivi in onda sul web, tutta la programmazione online di serie a gratis e molti altri sport.
Cose che so di non sapere!
venerdì 13 febbraio 2009
sabato 31 gennaio 2009
Asino chi scrive!
In realtà sono parole grosse. E in realtà a rigore l'avrei già inaugurata qui.
Mi riprometto (ma non è un contratto con gli italiani) di vedere e riportare qui alla fine di ogni mese le 10 parole più ricercate su google in Italia.
Lo strumento Google Insights for Search regala, insieme a questa classifica, anche le 10 parole che hanno avuto il maggior incremento di ricerche rispetto al mese precedente.
Spero che questa rubrica possa servire a tutti i miei amici blogger nella scelta del tema del loro prossimo post!
Top searches
1. facebook 100
2. youtube 45
3. you 30
4. libero 25
5. video 20
6. meteo 20
7. giochi 20
8. you tube 15
9. yahoo 15
10. netlog 15
Rising searches
1. lotteria italia Breakout
2. grande fratello 9 Breakout
3. grande fratello +2900%
4. calciomercato +110%
5. facebook login +100%
6. gossip +90%
7. amici +70%
8. tiscali mail +50%
9. sportmediaset +50%
10. libero mail +50%
Questo mese vorrei commentare la numero 7 delle rising searches: amici.
Mi sono subito (presuntuosamente) chiesto chi fosse messo così male da cercare degli amici su google senza inserire nessun altro parametro. Non può essere.
Poi mi è venuto in mente un articolo letto da poco che diceva che il grande successo del faccialibro è stato quello di chiamare "amici" quelli che fino a quel momento si erano sempre chiamati "contatti". Forse che questa impennata era dovuta ai lettori di quell'articolo. Non può essere.
Poi mi è venuta in mente la cosa più semplice del mondo: provo a fare la ricerca et voilà
venerdì 30 gennaio 2009
Un altro motivo per abbonarsi a Internazionale
L'ultima novità è la rubrica Greenwash.
Greenwashing è un neologismo indicante l'ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un'immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un'immagine mistificatoria per distogliere l'attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. (wikipedia.it)La rubrica presenta ogni due settimane un articolo di Fred Pearce tradotto dal Guardian.
giovedì 29 gennaio 2009
L'amore al tempo della crisi
Oltre all'effeto barriera, questi involucri contengono anche perfluorinati che sembrerebbero ritardare il concepimento. Uno studio pubblicato sul Journal of Human Reproduction ha dimostrato che le donne con elevati livelli di composti perfluorinati (Pfc) nel sangue ci mettono più tempo a rimanere incinte. Gli esperti fanno notare anche che i Pfc, utilizzati nell’industria, sarebbero molto adatti alla funzione di profilattici anche perché resistenti al calore e lipo e idrorepellenti.
Molte delle intervistate affermano che uno degli aspetti positivi di questa novità è anche il minor imbarazzo provato nel chiedere la vaschetta al supermercato rispetto a chiedere una scatola di preservativi in farmacia.
Entusiasti anche gli ecolologisti. Sul sito ecodieta di Enel si legge infatti che il mancato utilizzo di 4 preservativi da 20 g alla settimana porterebbe ad un risparmio di ben 8kg di CO2 all'anno.
Delusi invece i salumieri e i fruttivendoli che hanno visto crollare la vendita dei prodotti da banco. "Non ci voleva proprio" dice Dario Gelo, ideatore di farmermarket.it, "proprio adesso che la gente stava iniziando a preferire la qualità della frutta e della verdura di stagione comprata fresca direttamente dal contadino". Ma, da bravo imprenditore, ha già pronta la soluzione "Un rotolo di domopak per ogni spesa fatta in tutti i nostri banchi!"
lunedì 26 gennaio 2009
Il dilemma della colf
Libero fino ad un certo punto, perchè immancabilmente mentre do l'aspirapolvere (mi ero ripromesso di fare le pulizie almeno una volta alla settimana, ed è l'unico dei miei propositi che dipenda interamente da me) il mio pensiero è sempre lo stesso: il dilemma della colf.
Ho proposto spesso a mia moglie di assumere una donna delle pulizie ma, siccome non siamo d'accordo, non l'abbiamo mai fatto (nelle scelte attive che richiedono l'unanimità, ovviamente vince chi vota contro).
Così ogni volta che do l'apirapolvere penso ai motivi a favore o contrari a questa scelta.
Motivi pro-colf
- Maggior tempo libero per fare altre cose (questo è ovviamente il motivo principale declinabile in una miriade di sotto-motivazioni concrete tra cui le più efficaci sono maggior tempo da passare tra noi e a giocare con i figli che, guarda caso, sono gli altri due propositi per il mio 2009!)
- Minor stanchezza a fine giornata e fine settimana
- Minor rischio di avere la casa sporca quando si vorrebbero invitare ospiti: interessa solo me
- Dare lavoro ad una persona che lo fa di mestiere (quella che la mia commercialista, sfacciatamente pro-colf, chiama circolazione del reddito)
- Motivazione educativa: è quella che maggiormente condivido. Voglio che i miei figli imparino 1. che bisogna essere responsabili della pulizia e dell'ordine luogo in cui si vive, 2. che non ci sono lavori o mansioni che non si possano fare, 3. che siano autosufficienti. Ovviamente per loro è più facile imparare queste cose dall'esempio che leggendo il mio blog.
- Contro-Motivazione sul tempo libero: paura che il tempo "recuperato" verrebbe investito in maggior lavoro e non in tempo libero in famiglia ... da dimostrare
- Spesa per la colf: questa è una motivazione che a prima vista sarebbe semplice da risolvere, se si hanno più soldi che tempo si sceglie sì, se si ha più tempo che soldi si sceglie no. Invece sotto-sotto anche questa è più complessa. Innanzitutto come nella precedente racchiude il rischio di un circolo vizioso per cui più si ha tempo più si lavora più si delega o rinuncia alla propria vita per lavorare, etc. Inoltre non è detto che la situazione tempo/soldi sarà sempre la medesima e sono convinto che sia sempre difficile tornare indietro su certe abitudini. Infine, se si hanno più soldi che tempo, la scelta migliore non sarebbe (potendo) lavorare un po' meno (so già che ci farò un post appost!).
- Motivazione comunista/femminista: non è giusto che un'altra persona, e soprattutto un altra donna, debba fare quello che non vogliamo fare noi. Anche la risposta a questa obiezione è meno ovvia di quello che sembri. Subito viene da obiettare che nessuno costringe la signora delle pulizie a fare quel mestiere, che è appunto un lavoro come ogni altro che le permette di mantenersi e mantenere la sua famiglia. E che, come si vuole insegnare ai figli, non esistono lavori degni o meno degni e che magari nemmeno allo spazzino piace pulire la strada e vuotare il cassonetto ... ma non è proprio così ...
Troppo spesso però ci si ferma a misurare quanto questa rivoluzione sia in realtà avvenuta davvero (e in parte è avvenuta) o quanto sia solo aumentato il carico di lavoro delle donne.
Poco spesso, a mio avviso, ci si ferma invece a considerare (perchè non lo si vuole vedere) quanto il peso di questa rivoluzione sia stato fatto pagare ad altre donne che evidentemente, per parafrasare Orwell, sono meno donne delle nostre. Sono le varie filippine, rumene, polacche che si occupano dei nostri bambini, delle nostre case e dei nostri anziani.
Per farlo esse hanno dovuto rinunciare alla loro terra, alla loro famiglia, ai loro bambini. Sono le nostre nuove schiave, le schiave globali.
Schiave globali
Si veda a questo proposito il volume di Rachel Salazar Parrenas “Servants of Globalization”. Attraverso un’indagine etnografica che scava nelle dinamiche migratorie delle donne filippine in due “città globali” come Roma e Los Angeles, Parrenas mette in luce con chiarezza i processi che contraddistinguono la vita di questa forza lavoro migrante femminile, ricostruendo le cause ed effetti di quella condizione di quasi-cittadinanza, o “cittadinanza parziale”, a cui le donne filippine sono relegate. Rappresentate come “eroine” dal proprio stato di origine, a partire dal cruciale ruolo che esse svolgono nel sostenere l’economia nazionale attraverso le loro rimesse, esse non solo si ritrovano “orfane” della cittadinanza di origine, ma raramente hanno accesso a reali diritti di cittadinanza anche nei paesi di emigrazione, nei quali sono piuttosto soggette alle dinamiche flessibili di un mercato del lavoro, quello di riproduzione e di cura, specchio dei processi di ristrutturazione dei welfare imposte dalla globalizzazione e dal neo-liberismo. Non a caso Parrenas definisce le migranti/domestiche della globalizzazione come “prodotti” e “merci” della globalizzazione , la cui esportazione, al pari di quella degli altri manufatti, genera valore aggiunto sia al paese di origine che a quelli di destinazione. (Nota ad un articolo di Ruba Salih)Le schiave (anzi, in passato erano schiavi e schiave; paradossalmente esisteva meno il problema femminista e più quello comunista) sono sempre esistite e anche le colf.
Ma un tempo i signori (ma quelli erano altri tempi e quelli erano davvero Signori) si facevano carico in pieno delle proprie colf e le inserivano nelle loro famiglie. La cuoca viveva nella casa del padrone (magari nella cucina), il marito si occupava del giardino, mangiavano nella casa del padrone (magari in cucina), i figli della cuoca giocavano con i figli del padrone e la vecchia cuoca veniva accudita negli ultimi anni della sua vita nella casa del padrone.
Oggi nessuno terrebbe in casa la colf a vita. Quasi nessuno tiene più in casa la colf. A meno che non ci siano porprio neonati o anziani non autosufficienti (ma in questo caso l'anziano e la badante vengono rinchiusi in una casa comune che possibilmente non sia quella del padrone) è meglio che la colf stia a casa sua (e se ce l'ha ho meno non è problema che ci riguardi).
A chi interessa che la colf abbia dei figli in Polonia? O che il fatto di vivere e lavorare qui le impedisca di avere una famiglia?
Oggi un po' di più, ma fino a ieri nessuno si preoccupava di mettere in regola la colf, di pagarle i contributi che avrebbero potuto garantirle una pensione, cosa succeda alla colf quando non ci serve più non è un problema che ci riguarda.
Con questo non voglio certo dire che si stava meglio quando si stava peggio o ineggiare alla schiavitù. Però forse avere i servi in casa rendeva più responsabili.
Noi tendiamo ad allontanare i problemi per porli fuori dal nostro campo visivo e poi a dimenticarli. Non ci sono più le navi che dall'africa portano qui gli schiavi a lavorare ... però ci sono ancora navi che portano il lavoro agli schiavi cinesi e navi che portano qui prodotti lavorati dagli schiavi africani. Solo che noi non li vediamo più e possiamo convincerci che la schiavitù è stata abolita nel secolo scorso.
Adesso sono fiero di aver dato l'aspirapolvere.
Tra l'altro mi è rimasto anche il tempo di scrivere questo lungo, provocatorio, non esaustivo, ma importante post.
lunedì 19 gennaio 2009
Joan Pick - Una vita a emissioni zero
Il ritratto di questa settimana su Internazionale è quello di Joan Pick che 35 anni fa ha deciso di non usare più l'auto, l'acqua calda e gli elettrodomestici.Altri giornali in Italia non ne parlano. In inglese sul Guardian, o in francese su Le Monde.
venerdì 19 dicembre 2008
L'amore ai tempi della rete
Ieri sera raccontavo l'episodio al mio amico Max chiedendogli (e chiedendomi) se fosse così anche per noi a quell'età o se fosse cambiato qualcosa. Secondo lui era così anche per noi ma il problema - dice - è un'altro: adesso fanno così anche gli adulti.
Oggi leggo di un indagine condotta da Intel su quanto gli adulti ritengono essenziale la rete nella loro vita e scopro chequasi metà delle donne (46%) e il 30% degli uomini preferirebbe rinunciare al sesso per 2 settimane piuttosto che all'accesso a Internet per lo stesso periodo di tempoTre mesi fa un'indagine rivelava che, per la prima volta, i siti di social network avevano superato i siti porno, si trattava allora di una sfida alla pari tra due contendenti nel mondo virtuale.
Questa nuova indagine è molto più inquietante perchè lo scontro è tra vita reale e vita virtuale.
In parte penso che ci sia un bias a priori nel confrontare un'attività che ormai è diventata quotidiana se non costante con una che potrebbe avere cadenze già di per sè superiori alle 2 settimane. E' come chiedere se si è disposti a rinunciare per un'anno intero al pane piuttosto che al panettone.
Però collegato al dubbio di Max di ieri sera e a tutte le volte che ci siamo accorti, ad esempio, di quanto alla gente piaccia flirtare più con sms che non di persona, sembra di intravedere proprio un trend in ascesa.
Se per le 2 settimane delle vacanze di Natale non mi vedrete su skype e non scriverò post sul blog ... vuol dire che sto riflettendo su questo problema.
martedì 16 dicembre 2008
Parole chiave
Le riporto quì per aggiungere poi, quando avrò tempo, delle considerazioni.
1. Cinema
2. Babbo Natale
3. Blog
4. Zelig
5. Champions League
6. Programmi TV
7. Sudoku
8. Calendario 2009
9. Settimana bianca
10. Anima gemella
... e se avesse ragione Berlusconi?
giovedì 4 dicembre 2008
Presi nella rete
Presi nella rete è il titolo di un libro come ce ne saranno a decine sulla dipendenza da internet. Non l'ho letto, l'ho scelto a caso perchè appena ho scoperto questa ulteriore novità di YouTube il primo pensiero che mi è venuto è stato "sembrano in prigione!".C'è una band (ce ne sarà più di una) di gente che non si è mai incontrata e suona insieme su YouTube.
Si chiamano BDJAMMERS e hanno un loro canale.
Questa è una loro versione di Ironic di Alanis Morisette
In realtà l'idea è molto affascinante e il risultato piacevole. E' senza dubbio un'idea che supera molte barriere e sembra volare alto. Avresti mai pensato di poter suonare insieme a un chitarrista messicano? Mi ricordo la curiosità che destò la versione di Under my skin di Bono in duetto telefonico con Frank Sinatra, mi colpivano le prime trasmissioni radiofoniche in cui due conduttori in due cittò lontane sembravano dialogare come se fossero nella stessa stanza. Mi vengono in mente alcune situazioni in cui questa possibilità offrirebbe sicuramente un più di libertà.
Il dubbio che mi però continua ad affiorare è "perchè non trovarsi in un garage con due amici a suonare? ci sarà qualcuno anche a Cittò del Messico che sa suonare una tastiera o una chitarra?". E guardando dietro le spalle di quei musicisti vedo soprattutto una immensa solitudine, un ripiegamento sempre maggiore su se stessi chiusi nella propria stanza con un unica finestra virtuale come collegamento per tutto il mondo.
Mi viene in mente la scena finale di Novecento di Baricco. Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, dopo tutta la vita passata sulla nave, prova finalmente a scendere ma si ferma a metà della scaletta e non riesce ad andare oltre, torna indietro e dice:
Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verita', che non finiscono mai e quella tastiera è infinita... Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade. Ce n'è a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n'è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormita', solo a pensarla?
martedì 2 dicembre 2008
E' giusto avere una casa di proprietà?
E' meglio comprare casa o vivere in affitto?In questi ultimi tre anni ho affrontato diverse volte questa discussione.
Dapprima con mia moglie, quando abbiamo dovuto cambiare casa per la nascita del secondo figlio. Ad un certo punto delle ricerche io proposi l'affitto ma lei non era d'accordo. Comprammo.
Poi con il mio amico Max che, durante il calvario della ristrutturazione (ricostruzione) della casa ha fatto due conti e ha stabilito che avrebbe speso meno a vivere per sempre in affitto.
Secondo me ci sono i pro e i contro ma quando ne parlavo trovavo soprattutto sostenitori del comprare.
Adesso, con la crisi dei mutui, molti stanno iniziando a rimettere in dubbio questa "verità assoluta".
Due (per ora) post su ThreeHugger hanno il significativo titolo Is Home Ownership a Good Thing? e Is Home Ownership a Good Thing? Part II
Trovo interessante che, sebbene i due post siano pro-affitto molti commenti sono invece pro-acquisto e quindi la lettura di entrambi aiuta a sviscerare il problema.
Mi riprometto di sintetizzare presto quì il mio punto di vista personale.
08/12/2008. Aggiungo questo link sulla "bolla mattonata italiana" segnalato da weissbach con il commento "poche idee ma chiare".
venerdì 28 novembre 2008
Andate e moltiplicatevi
Japan workers told to go home and procreate
The aim is to allow working mothers and fathers to spend more time with their children and find the time and energy to have more sex.
[...] workers are being urged to switch off their laptops, go home early and use what little energy they have left on procreation. (guardian.co.uk)
Che non sia rivolto anche ad alcuni bloggers italiani?
sabato 22 novembre 2008
La sindrome di Ponzio Pilato
Uno studio appena pubblicato su Psychological Science da Simone Schnall dell'Università di Plymouth ha mostrato che lavarsi le mani con acqua e sapone predisporrebbe le persone a considerare maggiormente accettabili e ragionevoli attività considerate immorali.
venerdì 21 novembre 2008
Una pistola per uno non fa male a nessuno
Reihan Salam su Good lancia una provocazione niente male:"If more women were armed, and if men were legally forbidden from packing heat, thus tipping the relative strength imbalance, we’d live in a far safer world."Se molte più donne fossero armate e se agli uomini fosse vietato per legge di girare armati, riducendo lo squilibrio di forze esistente, vivremmo in un mondo molto più sicuro.
Una pistola per uno...
mercoledì 19 novembre 2008
Se sei felice tu lo sai ... spegni la tele!
Se sei felice tu lo sai, batti le mani etcHo trovato questo studio dal bellissimo titolo "What Do Happy People Do?" che analizza la correlazione tra felicità e attività svolte, in particolare guardare la TV.
Arriva a due conclusioni apparentemente opposte tra loro:
- Television viewing is a pleasurable enough activity with no lasting benefit, and it pushes aside time spent in other activities—ones that might be less immediately pleasurable, but that would provide long-term benefits in one’s condition. In other words, television does cause people to be less happy.
- Television is a refuge for people who are already unhappy. TV is not judgmental nor difficult, so people with few social skills or resources for other activities can engage in it. Furthermore, chronic unhappiness can be socially and personally debilitating and can interfere with work and most social and personal activities, but even the unhappiest people can click a remote and be passively entertained by a TV. In other words, the causal order is reversed for people who watch television; unhappiness leads to television viewing.
La mia conclusione: comunque guardare la TV è una cosa abbastanza triste!