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mercoledì 8 aprile 2009

Del senno di poi...

.mau. sintetizza la vicenda del predittore di terremoti Gioacchino Giampiero Giuliani citando a sua volta da Marco Cattaneo:
- il 24 marzo Giuliani dice: “Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.” (e fin qua nulla di male)
- il 29 marzo, mentre è a Sulmona, cambia idea e dice che di lì a poche ore la città (Sulmona, non l'Aquila) arà colpita da un sisma devastante.
- la notte del 29 marzo c'è un terremoto poco intenso.
- il 5 aprile Giuliani non dice nulla.
e conclude:
Quello che vedo è un tentativo di affidarsi a un guru qualsivoglia pur di dire "non è colpa nostra se sono morte centinaia di persone e le case e i palazzi teoricamente antisismici sono crollati"; solo pochi illuminati si mettono a fare un ragionamento intellettuale, e nessuno li sta a sentire. E questo è un problema forse ancora più grave del terremoto, perché a lungo andare può fare più vittime.
richiamandomi alla mente il post di Roberto Celani che cita Silone:
"Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C'era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero più spesso. Nel terremoto morivano infatti ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi. Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l'uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie.Non è dunque da stupire se quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione edilizia per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli frodi furti camorre truffe malversazioni d'ogni specie cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale l'origine della convinzione popolare che, se l'umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopo-terremoto o in un dopo-guerra."

Ignazio Silone, Uscita di sicurezza, 1949

venerdì 6 marzo 2009

Lo stato uccide

Il mese scorso si è fatto un gran parlare del ruolo che dovrebbe o non dovrebbe avere lo stato relativamente a certe scelte dei cittadini che possono determinare la morte, mi riferisco al caso di Eluana.

Molti commenti erano del tono di questo, emblematico, del Comitato Verità e Vita:

"L’eversiva sentenza della magistratura italiana, blindata addirittura dal nulla osta delle Sezioni riunite della Cassazione, prima che una condanna a morte è una ancor più tragica “licenza di uccidere”. Al cittadino Englaro la decisione se fare o no quello che lo Stato gli consente.

Ancora non ha eseguito o fatto eseguire il gesto omicida. E noi fortemente speriamo che ci ripensi.

Ma se sciaguratamente dovesse farlo, questa decisione omicida non sarà nella sostanza diversa dai milioni di decisioni omicide – anche queste consentite e finanziate dallo Stato – prese da padri, madri e medici in materia di aborto; nonché da quelle di genitori e medici che – nelle tecniche di fecondazione artificiale omologhe o eterologhe - obbligano i poveri figli concepiti in provetta ad un “percorso di guerra” che nove volte su dieci li uccide. Di questo, purtroppo, da troppo tempo si tace, favorendo il clima per una sentenza come quella sul caso-Englaro."

Oggi il tabaccaio mi ha suggerito una riflessione che non avevo fatto, nè letto, prima.

Questa decisione non sarà nella sostanza diversa da milioni di decisioni - anche queste consentite, finanziate e pubblicizzate dallo Stato - prese da tutti quelli che fumano (e lo dico da moderato fumatore) ogni volta che comprano un pacchetto di sigarette.

Però in quel caso lo Stato si limita scriverci sopra "il fumo uccide" come se il suo dovere fosse solo quello di avvisare, informare il cittadino. Come se Berlusconi avesse detto a Beppino Englaro "guarda che se interrompono l'alimentazione Eluana morirà".

E nessuno fa tutto quel parlare perchè lo Stato da questa licenza di uccidere (e uccidersi) anche ai minorenni.

Viene il dubbio che in tutte queste discussioni c'entri poco la difesa della Vita e meno ancora la difesa della Verità.

Forse perchè su alcuni morti lo Stato ci guadagna dei soldi e su altri no?

Per curiosità, e per non accusare invano, cerco sul sito del Comitato Verità e Vita la parola "FUMO".

Mi dicono che forse cercavo "BUONO" ...


Forse no...

giovedì 22 gennaio 2009

Come fare danni raccogliendo consensi

Nel “Decreto Anticrisi”, recentemente passato alla Camera e in attesa di essere approvato definitivamente il 26 gennaio al Senato, è anche prevista la fornitura di latte artificiale gratis per i primi 3 mesi di vita del lattante alle famiglie indigenti (stessi criteri della “social card”) e come bonus, anche pannolini gratis.



Questo però non è un aiuto alle famiglie a basso reddito, al contrario. Rischia di metterle in maggiori difficoltà.

IBFAN Italia si è fatta promotrice di una lettera di dissenso, e sta raccogliendo adesioni, sia di associazioni che individuali, sul sito

http://nolattegratis.altervista.org


Aderisci e diffondi anche tu!

mercoledì 12 novembre 2008

Nasce "Google Flu Trends"

Flu trens capta l'inizio della stagione dell'influenza anche 10 giorni prima delle autorità sanitarie misurando i picchi nelle ricerche internet effettuate con google di parole come "sintomi influenzali! o "termometro" etc.

A parte ovvie "preoccupazioni" che riguardano la possibile manipolazione di dati come questi da parte di aziende interessate a farmaci per l'influenza, è interessante l'analisi fatta da Rowan Hooper su newscientist.com. Di sicuro non ervirà molto sapere 10 giorni prima dell'arrivo dell'influenza però lo strumento potrebbe essere invece utilissimo per l'isolamento tempestivo di nuovi fattori patogeni o di nuove epidemie.

martedì 21 ottobre 2008

Semel scout, semper scout

Ci sono ancora motivi che mi fanno ritenere lo scoutismo uno dei migliori sistemi educativi al mondo.

Certo, prima che l'AGESCI italiana ci arrivi...

Roma, 20 ott. (Adnkronos Salute) - Non solo lupetti, coccinelle e campi all'insegna delle canzoni stonate al chiaro di luna. Da oggi tra gli adepti inglesi dell'associazione fondata da Robert Baden-Powel arriva anche il sesso sicuro, parola di scout. Fino a ieri tabu, da oggi i lupetti e le coccinelle inglesi avranno una guida per conoscere e affrontare la sessualità. Ma anche visite di prevenzione per gli scout fra i quattordici e diciotto anni, e, una volta giunti sui campi, un preservativo per evitare il sesso non protetto. Una piccola grande rivoluzione, segno dei tempi che cambiano, che arriva giusto a cento anni dalla nascita del movimento che ha fatto proseliti in ogni angolo del pianeta. Ma che fa già gridare allo scandalo i tradizionalisti, inducendo numerosi mamma e papà, secondo la stampa inglese, a tenere a casa i piccoli rinunciando alla divisa.

L'insolita 'scuola di sesso', infatti, potrebbe accendere in loro la curiosità, temono i genitori, spingendoli ad approfondire la materia. Eppure l'associazione sostiene esattamente il contrario: la conoscenza finirà per non mettere fretta ai ragazzi, aiutandoli a non bruciare le tappe. Nel manuale realizzato dai medici vicini allo scoutismo, disponibile anche in rete sul sito dell'associazione, si trovano gli avvertimenti contro la diffusione delle malattie, i consigli per approcciarsi all'uso degli anticoncezionali, ma anche una panoramica sull'influenza delle religioni sul tema. "Dobbiamo essere realistici - spiega Peter Duncan, numero uno del movimento in Gb - e accettare il fatto che circa un terzo dei giovani ha rapporti sessuali ancor prima di aver compiuto 16 anni. Lo scoutismo coinvolge membri di tutte le comunità, religioni e gruppi sociali. Abbiamo l'obbligo di promuovere relazioni sicure e responsabili".

giovedì 9 ottobre 2008

Lampadine abbronzanti


Sono passati 16 anni dagli studi sulla carcinogenicità delle lampadine alogene ma meno di un mese dal mio post sull'argomento ed ecco che spunta uno studio nuovo di zecca sulle emissioni UV da parte delle lampadine a risparmio energetico. Ovviamente lo studio si preoccupa subito di affermare che non c'è evidenza che queste lampadine possano causare il cancro (anche se forse potrebbe bastare l'evidenza che gli UV possono causare il cancro!).

Intanto consiglia di non stare a meno di 30 cm per più di un'ora al giorno, caso mai qualcuno coltivasse il singolare hobby dello Zio Fester!

La favola di pollicione

Ricordate la favola di Pollicino?
I bimbi che venivano abbandonati dai loro genitori perchè non avevano più da nutrirli.
La versione aggiornata al XXI secolo è che qualcuno propone di togliere i bimbi ai genitori perchè gli danno troppo da mangiare!
La questione è posta in termini tutt'altro che retorici:
"Should fat children be removed from their families?
Malnourishment is treated as a form of child abuse and action is taken to protect the child."

Per fortuna la conclusione, per ora, sembra più ragionevole:

"NO: Removing children from their families to control their eating will do more harm than good."

Però care mamme e papà e, soprattutto, cari nonni amanti delle merendine non dite che non vi avevamo avvisato!

domenica 14 settembre 2008

Lampade alogene, topi e hamster


Sempre ne "Il fuoriuscito" di Renzo Tomatis c'è un altro capitolo che mi ha incuriosito.
Si parla di vecchi studi sulla carcinognicità (la capacità di fare venire un cancro) delle comuni lampade alogene.
Gli studi erano fatti sui topi e le aziende obiettarono riguardo al modello sperimentale e chiesero di fare studi sugli hamster. Tomatis osserva:
"Era una strategia abbastanza diffusa quella diluire la forza di risultati che non facevano comodo con esperimenti destinati a priori a produrre risultati ambigui e iniziati quindi con il solo intento di aumentare il rumore di fondo."
Cerco su Medline e trovo uno studio italiano del 1992 su Nature seguito da uno del 1994 su Cancer Research, poi quasi nulla.

Del secondo articolo si può leggere l'abstract con i risultati: quasi tutti i topi irradiati hanno sviluppato lesioni cutanee multiple benigne e maligne.

Gli autori concludono che:
"Both in vitro genotoxicity data and animal carcinogenicity data support the view that the light emitted by uncovered halogen lamps, to which an enormous number of individuals are exposed, may pose carcinogenic risks to humans. Without renouncing the benefits of this modern illumination system, UV-blocking devices should be compulsory."
Nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del primo lavoro, il Washington Post del 30 aprile 1992 e il Chicago sun-times del 4 maggio 1992 pubblicano un articolo in cui i produttori rassicurano la popolazione:

"Manufacturers of halogen lights say people should not be alarmed by a recent report that halogen lamps may pose a risk of skin cancer. A "substantial amount" of the halogen lights sold in the United States already have the glass or plastic shields recommended by Italian researchers who released the report, according to company spokesmen. Lights without such shields carry instructions for safe use, they say."

Argomnto chiuso! Il filone di ricerca sembra effettivamente prosciugarsi e dei 31 articoli che Medline riporta alla ricerca "halogen lamp AND cancer" la maggior parte riguardano l'utilizzo BENEFICO delle lampade alogene nella terapia fotodinamica (la luce attiva un farmaco in loco) del cancro o nella diagnosi del cancro del collo dell'utero.

La ricerca su google "halogen safety" riporta in generale informazioni utili a prevenire il rischio di incendi.

Conclusione: a parte evitare di esporsi a lampade alogene non schermate ... siamo tranquilli?

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